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Crosetto

Difesa: il futuro è la Nato, l’importante messaggio di Crosetto.

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Arriva la primavera e nel mentre si aspettano temperature miti tali da lenire la rigidità di un inverno che forse tanto rigido non lo è stato, le difese del mondo si scaldano dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca che tuona contro tutti i membri della NATO.

Il concetto di base è sempre lo stesso, quello che aveva lanciato durante il precedente mandato.  Gli stati aderenti alla NATO devono portare gli investimenti della difesa al 3% del pil, pena la riluttanza degli USA a prendere posizioni difensive di chi non si adegua.

Una premessa che conferma quanto ribadito di recente, e a ruota l’Unione Europea vara un piano di investimento per riarmare i paesi europei e rendersi maggiormente autonomi dalla forza militare Statunitense.

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Una precisazione a tal riguardo arriva direttamente dal Ministro della Difesa, che definisce il futuro della Difesa Italiana ancora radicalmente inserita nella NATO, come del resto anche quella dell’intera UE.

Il Ministro Crosetto, con una lettera pubblicata sul corriere della sera, chiarisce alcuni concetti chiave, precisando tra l’altro alcuni concetti chiave sia dei trattati europei:

L’articolo 4 del Trattato sull’Unione europea (Trattato di Maastricht, modificato dal Trattato di Lisbona) stabilisce un principio fondamentale e, per me, chiarissimo: «Qualsiasi competenza non attribuita all’Unione nei trattati appartiene agli Stati membri»

Perciò ogni decisione sul riarmo e sulla difesa europea passa attraverso le decisioni dei singoli stati che possono autonomamente decidere se aderire o meno alla difesa europea. Allo steso modo chiarito anche che non può esistere una difesa comune staccata dalla NATO.

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Ovvero, tutti i paesi della UE aderenti al Patto Atlantico possono comunque decidere di seguire la strada del riarmo senza trascurare le esigenze della NATO, che quindi sarebbero complementari.

Ulteriore precisazione la pone nei confronti dei costi per la Difesa, che spesso sono considerati inutili, il Ministro precisa:

Chi considera la spesa per la Difesa come «costi inutili» dimentica che senza sicurezza non esistono né libertà né sviluppo sociale. La Difesa è un pilastro essenziale della nostra democrazia e della nostra credibilità internazionale. Ogni giorno, le Forze Armate italiane operano, con professionalità e dedizione, per garantire sicurezza e pace. È nostro dovere sostenerle e investire nelle loro capacità.

Una chiara visione di quello che rappresentato le Forze Armate per tutto il paese, proprio in considerazione dell’operato svolto in favore del tessuto sociale che spesso si ritrova ad affrontare situazioni critiche.

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Ben venga il riarmo promosso dall’Unione Europea se questo consente anche all’Italia di rafforzare il proprio sistema di Difesa a favore del benessere della collettività.

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