
Dichiarazione Redditi, attenzione alla sorpresa delle addizionali
Una nota della CGIL dimostra come i lavoratori dipendenti siano messo sotto stress per le tasse da parte del Governo, e nulla valsa la riforma delle aliquote irpef per aiutare i redditi medio bassi. Anzi saranno proprio i Lavoratori con un redditi medio bassi che si vedranno un conguaglio per le addizionali basato sui precedenti scaglioni Irpef.
Partendo dall’assunto del comma 4, articolo 1 del DL 216/2023:
Nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali per i periodi d’imposta 2024 e 2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando le disposizioni dei commi 1 e 2
Il quale indica in modo inequivocabile che per i redditi del 2024, quindi la dichiarazioni del 2025 (così anche per il 2026) le addizionali saranno calcolare sulla base dei precedenti scaglioni ipef, ben più alti, con una perdita per i lavoratori di circa 95euro.
Proponiamo un estratto del seguente articolo la cui completezza può essere letta seguendo il link indicato a fine pagina.
L’antefatto
Lo illustrano i dirigenti sindacali che spiegano: “L’art. 1, comma 4 del D.Lgs. n. 216/2023 ha stabilito che, per l’anno d’imposta 2024, al fine di determinare gli acconti Irpef 2025 e 2026 relativi ai periodi d’imposta 2024 e 2025 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella determinata secondo gli scaglioni e le aliquote Irpef (23%, 25%, 35% e 43%) e la detrazione per redditi di lavoro dipendente vigenti al 31 dicembre 2023 (euro 1.880). Aliquote non più in vigore e nettamente superiori alle attuali”.
Le conseguenze dell’antefatto
Sosteneva un politico del secolo scorso che a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina. E allora ci domandiamo come mai queste norme valgano solo ed esclusivamente per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e non anche per gli autonomi, le partite Iva, quelle per le quali vale la flat tax e anche concordati e condoni. Magari commettiamo peccato, ma il sospetto che si faccia cassa sui dipendenti sorge spontaneo.
Saper far di conto
La Cgil e i Consorzio dei Caaf non solo sanno contare, ma sanno anche provare a definire quello che accadrà realmente. “In uno dei casi che abbiamo esaminato, una dichiarazione 2025 con un rimborso di 165 euro, a seguito di questo ricalcolo viene determinato un acconto di 95 euro, che verrà restituito con la dichiarazione del 2026, qualora la situazione di questo lavoratore non dovesse subire modifiche; di fatto un importo non dovuto.
Continua la lettura seguendo questo link: https://www.collettiva.it/copertine/economia/irpef-2025-il-governo-tartassa-i-lavoratori-dipendenti-vsipcssp
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